La magia degli spicchi – Il fascino della palla a spicchi ha radici lontane e profonde che risiedono nel 1891img_1222quando un tale dottor James Naismith diede i natali a quello che diventerà il gioco della pallacanestro. Trascorrono, da allora, quasi 59 anni prima che il professore di educazione fisica Jay Archer dia vita al biddy-basketball, la prima versione del nostro minibasket. In Italia tale attività vedrà la luce soltanto nel 1965, ma da quel momento il gioco-sport del minibasket, riservato ai bambini dai 5 agli 11 anni, è stato concepito e messo in pratica come un mezzo di educazione motoria, sportiva e sociale. Rispetto alla pallacanestro tradizionale, i fondamentali cestistici vengono insegnati sotto forma di gioco, le regole sono presentate progressivamente e il regolamento si apprende giocando. Non c’è che dire, davvero a misura di bambino!

logo-registratoQuando la passione diventa festa – Sulla base delle fondamenta gettate dai creatori del minibasket, un gruppo di amici della provincia pontina, cresciuti proprio nell’ambiente della pallacanestro, imparando a conoscerla prima (minibasket), ad amarla poi (giovanili), e infine a non poterne fare a meno (istruttori nazionali e genitori appassionati del settore minibasket) in una delle tante occasioni di incontro sui campi di gioco hanno avuto un’idea brillante: creare un evento che potesse essere definito festa, che rendesse il divertimento dei bambini il protagonista assoluto e che venisse riproposto costantemente nel tempo. Un’iniziativa semplice, basata su un concetto basilare: far sì che il gioco-sport potesse essere dispensatore di emozioni e insegnante di valori. Per ambientarlo non poteva esserci stagione migliore della primavera, con il risveglio della natura, il sole tiepido, il rinnovato entusiasmo dettato dalle giornate con più ore di luce e non poteva esserci concomitanza più consona delle giornate precedenti la Pasqua, con i giorni di vacanza dalla scuola, l’attesa di scoprire la sorpresa contenuta nell’uovo di cioccolata. Correva l’anno 2003 quando venne indetta ad Aprilia la prima edizione del “Torneo Nazionale di Pasqua”, animata dalla convinzione che a questa età i bambini debbano avere la possibilità di fare continue esperienze formative, sotto l’aspetto tecnico e umano, che consentano loro di confrontarsi nello sport e stringere nuove amicizie. Anno dopo anno, il Torneo è cresciuto e migliorato, ha traslocato e poi è tornato nella terra natia, ha accolto tanti nuovi amici, ha consolidato rapporti, ma non ha mai cambiato il modo di far sentire i bambini partecipanti: protagonisti del gioco, perché è di questo che si tratta, di un meraviglioso gioco!

Emozioni e valori Nei giorni che hanno preceduto la celebrazione della Pasqua, i bambini della categoriaimg_8819Aquilotti” della Latina Basket, accompagnati dall’istruttore Jacopo Caldarozzi, hanno preso parte alla 15^ Edizione del Torneo Nazionale di Pasqua che si è svolto ad Aprilia dal 29 al 31 marzo. Per la società nerazzurra è stata la prima volta in cui ha partecipato alla ormai tradizionale kermesse apriliana e sarà sicuramente un’esperienza da ripetere nel tempo. Sono stati tre giorni di divertimento, condivisione, risate, abbracci e forse anche qualche lacrima per un canestro mancato, ma lo spirito vero del torneo si è mostrato in tutta la sua bellezza in modo particolare nei piccoli dettagli. Un panino diviso a metà, una bottiglietta d’acqua dalla quale bere “un po’ per uno“, un gioco della serie “facciamo che…” tra una partita e l’altra, un cinque battuto a un bambino con la maglia di un colore diverso dal proprio, un “da dove vieni?” a un “cestista” con il colore della pelle un po’ più scuro, un “come hai detto?” a un bimbo dall’accento veneto.

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15 anni di storia del Torneo Un viaggio a ritroso nel tempo, ripercorrendo tutte le fasi di questa splendida storia di bambini, di amicizia, di gioco, di allegria, di positività, di eguaglianza, di passione, di imparzialità, di professionalità, di divertimento, di efficienza ed efficacia, di integrazione, di educazione, di armonia, di innovazione.

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Molte squadre chiedono di partecipare al Torneo, il roster viene completato per fine gennaio e purtroppo non sempre si riesce a soddisfare tutte le richieste di adesione. Nel 2010 si tocca il record di squadre provenienti da fuori regione (12) e ben 7 delle società presenti sono a rappresentanza di squadre di serie A.
Il “Torneo di Pasqua” cambia il proprio  look: a spese dei fondatori e degli appassionati genitori che da sempre sostengono senza secondi fini la manifestazione, nasce l’attuale logo, viene creato l’apposito sito internet, vengono fatti sostanziali investimenti in striscioni e materiale pubblicitario e si consolidano le collaborazioni con le società di Anzio e Lanuvio, le quali entrano a far parte di diritto tra gli organizzatori del torneo. Recependo lo spirito e i valori del TDP, nuove città si apprestano a ospitare almeno una tappa del torneo. Sono gli anni di un cambiamento culturale anche nelle modalità di ospitalità: alcune squadre sono ospitate in albergo (storico l’apporto dell’Hotel Verdiana) altre in famiglia (Venezia, Rignano e Bitonto tra le più storiche).

Nel 2011, con il rientro di Fabio come istruttore ad Aprilia, il “Torneo di Pasqua” torna nella sua città natiabadanti-di-campo per rimanervi in via definitiva. Il torneo oramai è solido e per molte società e i loro rispettivi istruttori, i tre giorni nella città di Aprilia sono l’occasione per passare del tempo insieme con il giusto mix di agonismo e divertimento. Nuovi amici si fidelizzano (su tutti il mitico Benny e gli amici di Ancona, Bitonto, Bologna, Rignano e Venezia) e diventano memorabili le serate del venerdì sotto il “tendone”, tra canti popolari e cibarie tipiche dei propri territori.
Con il ritorno nella città di Aprilia si può finalmente affermare che il “Torneo Nazionale di Pasqua” appartiene ai BAMBINI, unici protagonisti della manifestazione.

Negli anni che seguono, dal 2012 al 2017,  il “Torneo nazionale di Pasqua” continua a raccogliere consensi e si

La prima finale tra due squadre provenienti da fuori regione è stata Reyer Venezia - Rignano sull'Arno nell'edizione 2013
La prima finale tra due squadre provenienti da fuori regione è stata Reyer Venezia – Rignano sull’Arno nell’edizione 2013

susseguono i complimenti per l’impeccabile organizzazione (avvenuta di concerto tra I monelli del minibasket, la VBA, l’UCB Lanuvio, l’Anzio Basket Club e l’apporto esterno di Stefano, Dario e Peppe). In tutte le edizioni della manifestazione si evidenziano i valori su cui è fondato il torneo, quali amicizia, affetto, rispetto e riconoscenza. Gli organizzatori riescono nel tentativo di rimettere Aprilia, i bambini e i loro istruttori al centro del torneo.

 

 

whatsapp-image-2018-04-05-at-07-45-36L’obiettivo centrato nel 2018 è stato quello di confermare il numero degli iscritti a 36 squadre (non è stato possibile accogliere tutte le richieste, poiché la logistica e l’impiantistica non lo permettono) rendendo il torneo itinerante, dando così la possibilità a più comuni limitrofi di ospitare partite del torneo. Insomma, un’ iniziativa nel segno della continuità, per riunire esperienze, culture diverse e squadre che, si spera, vivranno nel nostro territorio quattro giorni all’insegna di quello stesso spirito del minibasket che ha dato i natali alla manifestazione.

Sino a oggi hanno preso parte al torneo oltre 4000 bambini in rappresentanza di 119 società diverse, circa 200 i mini-arbitri che hanno fischiato le nostre partite, più di 300 ragazzi coinvolti nello staff. 

 

Donatella Schirra
Ufficio Stampa
Latina Basket

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Fonte fotografie e testi relativi alla storia: sito ufficiale del Torneo di Pasqua