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Coach Di Manno: «In questi anni abbiamo creato un legame diretto tra prima squadra e settore giovanile».

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Donatella Schirra

Ufficio Stampa Latina Basket

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Stagione 2022/23 - Serie A2

Alla sua undicesima stagione in casa Benacquista Assicurazioni Latina Basket, Coach Giuseppe Di Manno è il trait d'union tra la prima squadra di Serie A2 e il settore giovanile.

La stagione 2022/23 della Benacquista Assicurazioni Latina Basket ha preso il via ufficialmente lo scorso 11 agosto, dopo l’espletamento delle visite mediche di routine. Il gruppo, fatta eccezione per i due atleti statunitensi che arriveranno in città nei prossimi giorni, ha iniziato le sedute di allenamento non soltanto con il preparatore fisico Marco Ranalli, ma anche con il capo allenatore Franco Gramenzi, il vice Giuseppe Di Manno e l’assistente Francesco Tricarico.

Ed è proprio con coach Di Manno che abbiamo scambiato quattro chiacchiere. La sua presenza in casa Benacquista Assicurazioni Latina Basket è arrivata all’undicesima stagione consecutiva. Un periodo durante il quale Giuseppe ha messo in campo la sua esperienza e si è sempre diviso tra la prima squadra di Serie A2 e il settore giovanile nerazzurro.

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Coach Giuseppe Di Manno - Vice Allenatore Latina Basket

Quattro chiacchiere con Coach Di Manno

«L'aspetto più importante è stato creare legame diretto tra prima squadra e settore giovanile, con l'idea che tutti potessero sentire di appartenere alla "famiglia" Latina Basket».

Con la stagione 2022/23 inizia l’undicesimo anno di collaborazione con Latina Basket. Un percorso lungo e poliedrico che, nel corso degli anni, ti ha visto lavorare sia con la prima squadra, che con il settore giovanile, non ultima la partecipazione al Summer Camp targato Latina Basket dello scorso mese di luglio. Quali sono i ricordi più belli che conservi di questa pluriennale esperienza e quali gli obiettivi per il futuro nerazzurro?

«Sembra ieri, ma sono già passati 11 anni, tanto tempo e tanti ricordi nel cassetto… quelli più belli sono sicuramente la vittoria della Coppa Italia di Serie B del 2014, la partecipazione alle Finali di Coppa Italia di Serie A2 e ai Playoff nel 2018 e quella alle Finali Nazionali Under 20».

Ed è proprio il connubio “giovanili/prima squadra”, tema da sempre molto caro al Presidente Commendator Lucio Benacquista, che anche in questa stagione vedrà alcuni giovani cestisti nerazzurri allenarsi insieme ai grandi. Quanto è importante e utile la presenza dei giovani nel contesto prima squadra?

«La presenza dei giovani in prima squadra è indispensabile. In questi anni abbiamo avuto diverse tipologie di roster, ma i giovani sono sempre stati una presenza costante, che ha permesso alla prima squadra di avere sempre un contesto di allenamento competitivo, di crescere e arrivare pronta alla partita della domenica. Ma l’aspetto più importante è stato creare un legame diretto tra prima squadra e settore giovanile con l’idea che tutti potessero sentire di appartenere alla “famiglia” Latina Basket. Viste le mie esperienze passate, in questi anni ho sempre fatto da “trait d’union” tra i due settori e ciò mi ha permesso di non perdere contatto con l’attività giovanile, di questa opportunità devo ringraziare il Presidente che, dopo la retrocessione del 2012, ha capito l’importanza del Settore Giovanile e negli anni a seguire lo ha sviluppato in modo egregio, coinvolgendomi nel progetto».

La coppia allenatore e vice Gramenzi/Di Manno, giunta all’ottava stagione consecutiva, è probabilmente una delle più longeve della categoria. Dopo tutti questi anni e le tante esperienze condivise, come si è evoluto il rapporto tra di voi?

«Quando Franco è arrivato a Latina, non ci conoscevamo, se non per esserci incontrati qualche volta sul campo, ma posso dire che siamo entrati in sintonia fin da subito. In questi anni c’è stato un confronto quotidiano sulle cose da fare, che ha portato a una mia crescita professionale e il nostro rapporto si è consolidato sia dentro che fuori dal campo. Oggi è per me un punto di riferimento».

La figura del vice allenatore è molto importante, non soltanto dal punto di vista tecnico e pratico, ma anche umano nei confronti dei giocatori. Quanto incidono in percentuale il talento, l’attitudine, il carattere e l’atteggiamento sul rendimento di un giocatore?

«Difficile indicare delle percentuali o fare una classifica in ordine di importanza, direi che sono tutte legate come tasselli di un puzzle che compongono la figura del giocatore.
L’ATTITUDINE è la base di partenza, essere auto-esigenti e avere la volontà di voler superare se stessi quotidianamente, sono due cose molto difficili da mettere in pratica, ma indispensabili per emergere.
Il CARATTERE e l’ATTEGGIAMENTO supportano l’attitudine, sapersi integrare con il gruppo, comprendere il proprio ruolo, avere empatia con l’ambiente sono componenti che determinano a quale livello un giocatore si può affermare.
IL TALENTO non è mai abbastanza… nel senso che, può non bastare per emergere, se non è supportato dalle altre componenti, ma allo stesso tempo può essere l’aspetto che prevale sugli altri e permette al giocatore di emergere. Basti pensare a quanti giocatori di grande talento non riescono a emergere, o comunque hanno una carriera al di sotto del loro potenziale, e a quanti, invece, pur non avendo un grande talento raggiungono grandi risultati grazie all’attitudine, al carattere e all’atteggiamento».

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